Certificazione sostenibilità: la normativa di riferimento e le tipologie disponibili

Avere una certificazione di sostenibilità, o più di una, è ormai una necessità per le aziende.

In passato, la sostenibilità è sempre stata un’opzione, un valore aggiunto per presentarsi nel modo migliore a clienti e stakeholder. Oggi, non è più così. 

Certificazione sostenibilitàQuesto si deve all’imminente entrata in vigore della direttiva CSRD, con valore vincolante per le grandi imprese di interesse pubblico a partire dal 1° gennaio 2024, per le aziende di grandi dimensioni non soggette alla NFRD nel 2025 e a PMI e altre imprese soggette a gennaio 2026.

Però, non è solo questione di normativa, ma di responsabilità. Ormai risulta chiaro che è sempre più urgente e necessario promuovere pratiche sostenibili a ogni livello, anche aziendale.

Le imprese, infatti, giocano un ruolo sempre più fondamentale, anche grazie alla diffusione del concetto diResponsabilità Sociale dImpresa (CSR, dalla sigla inglese), consacrato nel 2001 dalla Commissione UE nel “Libro Verde sulla responsabilità sociale d’impresa”.

Per questo negli ultimi decenni si sono sviluppati differenti tipi di certificazione di sostenibilità, pensati per attestare l’impegno aziendale nel campo della sostenibilità ambientale, ma anche sociale ed economica.

 

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Il doppio vantaggio di certificarsi per la sostenibilità

Ormai, le aziende hanno capito che adottare pratiche davvero sostenibili non è solamente vantaggioso a livello di comunicazione e accesso a fondi e finanziamenti.

Infatti, oggi essere sostenibili significa ottenere un rendimento più alto in termini di crescita e successo rispetto ai competitor. 

Vuol dire avere potenziale di crescita, non solo fare la cosa giusta per il pianeta, grazie al fatto che la sostenibilità economica è considerata uno dei tre pilastri della sostenibilità di un’azienda, insieme alla sostenibilità ambientale e sociale.  

Le forme più comuni di certificazione di sostenibilità consentono infatti non solo di valutare quanto si sta facendo, ma anche di evidenziare eventuali margini di miglioramento.

 

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Certificazione di sostenibilità: le tipologie più comuni

Vediamo insieme quali sono le tipologie più comuni di certificazioni legate ai temi della sostenibilità e la loro normativa di riferimento.

 

ISO 14067 – Calcolo dell’impronta di carbonio di un prodotto

La norma internazionale UNI EN ISO 14067 “Greenhouse gases – Carbon footprint of products – Requirements and guidelines for quantification” si occupa di definire principi, requisiti e linee guida per la quantificazione e la comunicazione dell’impronta di carbonio di un prodotto.

Questa certificazione di sostenibilità ha sostituito la specifica tecnica ISO/TS 14067 ed è entrata in vigore il 20 agosto 2018.

Con “impronta di carbonio” si fa riferimento a un parametro che consente di stimare le emissioni di gas serra causate da un prodotto (bene o servizio), in tonnellate di CO2 equivalente e tenendo in considerazione tutto il suo ciclo di vita. Questo significa che si parte dalle emissioni legate all’estrazione delle materie prime, fino allo smaltimento finale.

La norma ISO 14067 che stabilisce questa certificazione di sostenibilità fornisce le indicazioni su come calcolare l’impronta di carbonio, anche al fine di capire al meglio come ridurla.

Lo fa definendo i punti fondamentali da sviluppare per calcolarla, che sono l’approccio di ciclo di vita, la metodologia per la quantificazione dell’impronta e la stesura del report sullo studio effettuato.

L’applicazione di tale standard di riferimento permette di comprendere a fondo le modalità con cui gestire e minimizzare la propria CFP, così come di comunicare le proprie performance e i propri obiettivi aziendali a terzi.

La documentazione prodotta per questa certificazione di sostenibilità deve essere sottoposta a verifica e a validazione da parte di un organismo accreditato.

 

ISO 14064 – Calcolo delle emissioni di GHG

La norma ISO 14064 si rivolge alle organizzazioni che desiderano gestire al meglio le proprie emissioni di gas serra, sia pubbliche sia private, aiutandole nella quantificazione delle emissioni di GHG al fine di attuare delle politiche di Carbon Management.

Inoltre, aiuta nella comunicazione del proprio impegno in tema di sostenibilità ambientale ai differenti stakeholder e nella pianificazione ed esecuzione di azioni di riduzione.

L’ottenimento di questa certificazione di sostenibilità si basa sulla raccolta dati da parte di un team di verificatori qualificati e competenti e su un’analisi completa delle attività e processi, delle fonti di emissione di CO2, dei confini dei processi e dei dati da raccogliere, ma anche sulla valutazione critica del sistema di gestione e delle metodologie di misura utilizzate.

Inoltre, la norma ISO 14064-1 è integrabile con lo standard di certificazione del sistema di gestione ambientale ISO 14001 e con la norma EN16001 e permette di:

  • aumentare la credibilità e la trasparenza della quantificazione, del monitoraggio e della rendicontazione delle riduzioni o delle migliorie implementate in materia di emissioni GHG grazie a una certificazione di sostenibilità globalmente riconosciuta;
  • sostenere lo sviluppo e lattuazione di progetti relativi ai gas effetto serra;
  • semplificare il controllo dellevoluzione delle prestazioni e dei miglioramenti nella riduzione delle emissioni e/o l’aumento della rimozione delle stesse;
  • favorire la commercializzazione delle emissioni di gas serra.

 

ISO 14040 – Life Cycle Assessmen

Lo standard internazionale ISO 14040 stabilisce il LCA – Life Cycle Assessment.

Questa certificazione di sostenibilità comporta una valutazione degli impatti ambientali potenziali che possono scaturire dalle diverse fasi di creazione, utilizzo e smaltimento finale di nuovi prodotti o servizi.

Si tratta di una strategia di miglioramento delle prestazioni ambientali dei prodotti pensata per rendere il mercato più sostenibile e per garantire lo sviluppo e il miglioramento di prodotti e servizi, identificando le fasi del ciclo di vita più problematiche e da affrontare per prime.

Questa certificazione di sostenibilità presenta una serie di vantaggi. Tra questi, il fatto di fungere da supporto indispensabile allo sviluppo di schemi di Etichettatura Ambientale, a piani di miglioramento strategico delle performance aziendali e all’attuazione di una Politica Integrata dei Prodotti.

Inoltre, può risultare particolarmente utile al marketing dell’azienda, per esempio per quanto concerne i sistemi di etichettatura ecologica.

 

“LO SVILUPPO SOSTENIBILE È IN GRADO DI ASSICURARE IL SODDISFACIMENTO DEI BISOGNI DELLA GENERAZIONE PRESENTE SENZA COMPROMETTERE LA POSSIBILITÀ DELLE GENERAZIONI FUTURE DI REALIZZARE I PROPRI”.  

“OUR COMMON FUTURE”, NAZIONI UNITE, 1987

 

Renerwave accompagna le aziende nel processo di certificazione.

Pur non occupandosi direttamente di certificare le aziende, le affianca nella verifica del rispetto degli standard richiesti da ogni singola certificazione di sostenibilità e nell’ideazione di un percorso di implementazione delle migliorie necessarie per l’ottenimento.

 

CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Certificazione sostenibilità: la normativa di riferimento e le tipologie disponibili

Avere una certificazione di sostenibilità, o più di una, è ormai una necessità per le aziende.

In passato, la sostenibilità è sempre stata un’opzione, un valore aggiunto per presentarsi nel modo migliore a clienti e stakeholder. Oggi, non è più così. 

Certificazione sostenibilità

 

Questo si deve all’imminente entrata in vigore della direttiva CSRD, con valore vincolante per le grandi imprese di interesse pubblico a partire dal 1° gennaio 2024, per le aziende di grandi dimensioni non soggette alla NFRD nel 2025 e a PMI e altre imprese soggette a gennaio 2026.

Però, non è solo questione di normativa, ma di responsabilità. Ormai risulta chiaro che è sempre più urgente e necessario promuovere pratiche sostenibili a ogni livello, anche aziendale.

Le imprese, infatti, giocano un ruolo sempre più fondamentale, anche grazie alla diffusione del concetto diResponsabilità Sociale dImpresa (CSR, dalla sigla inglese), consacrato nel 2001 dalla Commissione UE nel “Libro Verde sulla responsabilità sociale d’impresa”.

Per questo negli ultimi decenni si sono sviluppati differenti tipi di certificazione di sostenibilità, pensati per attestare l’impegno aziendale nel campo della sostenibilità ambientale, ma anche sociale ed economica.

 

VUOI RENDERE PIÚ SOSTENIBILE LA TUA ORGANIZZAZIONE? SCOPRI TUTTO QUELLO CHE POSSIAMO FARE PER TE

 

Il doppio vantaggio di certificarsi per la sostenibilità

Ormai, le aziende hanno capito che adottare pratiche davvero sostenibili non è solamente vantaggioso a livello di comunicazione e accesso a fondi e finanziamenti.

Infatti, oggi essere sostenibili significa ottenere un rendimento più alto in termini di crescita e successo rispetto ai competitor. 

Vuol dire avere potenziale di crescita, non solo fare la cosa giusta per il pianeta, grazie al fatto che la sostenibilità economica è considerata uno dei tre pilastri della sostenibilità di un’azienda, insieme alla sostenibilità ambientale e sociale.  

Le forme più comuni di certificazione di sostenibilità consentono infatti non solo di valutare quanto si sta facendo, ma anche di evidenziare eventuali margini di miglioramento.

 

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Certificazione di sostenibilità: le tipologie più comuni

Vediamo insieme quali sono le tipologie più comuni di certificazioni legate ai temi della sostenibilità e la loro normativa di riferimento.

 

ISO 14067 – Calcolo dell’impronta di carbonio di un prodotto

La norma internazionale UNI EN ISO 14067 “Greenhouse gases – Carbon footprint of products – Requirements and guidelines for quantification” si occupa di definire principi, requisiti e linee guida per la quantificazione e la comunicazione dell’impronta di carbonio di un prodotto.

Questa certificazione di sostenibilità ha sostituito la specifica tecnica ISO/TS 14067 ed è entrata in vigore il 20 agosto 2018.

Con “impronta di carbonio” si fa riferimento a un parametro che consente di stimare le emissioni di gas serra causate da un prodotto (bene o servizio), in tonnellate di CO2 equivalente e tenendo in considerazione tutto il suo ciclo di vita. Questo significa che si parte dalle emissioni legate all’estrazione delle materie prime, fino allo smaltimento finale.

La norma ISO 14067 che stabilisce questa certificazione di sostenibilità fornisce le indicazioni su come calcolare l’impronta di carbonio, anche al fine di capire al meglio come ridurla.

Lo fa definendo i punti fondamentali da sviluppare per calcolarla, che sono l’approccio di ciclo di vita, la metodologia per la quantificazione dell’impronta e la stesura del report sullo studio effettuato.

L’applicazione di tale standard di riferimento permette di comprendere a fondo le modalità con cui gestire e minimizzare la propria CFP, così come di comunicare le proprie performance e i propri obiettivi aziendali a terzi.

La documentazione prodotta per questa certificazione di sostenibilità deve essere sottoposta a verifica e a validazione da parte di un organismo accreditato.

 

ISO 14064 – Calcolo delle emissioni di GHG

La norma ISO 14064 si rivolge alle organizzazioni che desiderano gestire al meglio le proprie emissioni di gas serra, sia pubbliche sia private, aiutandole nella quantificazione delle emissioni di GHG al fine di attuare delle politiche di Carbon Management.

Inoltre, aiuta nella comunicazione del proprio impegno in tema di sostenibilità ambientale ai differenti stakeholder e nella pianificazione ed esecuzione di azioni di riduzione.

L’ottenimento di questa certificazione di sostenibilità si basa sulla raccolta dati da parte di un team di verificatori qualificati e competenti e su un’analisi completa delle attività e processi, delle fonti di emissione di CO2, dei confini dei processi e dei dati da raccogliere, ma anche sulla valutazione critica del sistema di gestione e delle metodologie di misura utilizzate.

Inoltre, la norma ISO 14064-1 è integrabile con lo standard di certificazione del sistema di gestione ambientale ISO 14001 e con la norma EN16001 e permette di:

  • aumentare la credibilità e la trasparenza della quantificazione, del monitoraggio e della rendicontazione delle riduzioni o delle migliorie implementate in materia di emissioni GHG grazie a una certificazione di sostenibilità globalmente riconosciuta;
  • sostenere lo sviluppo e lattuazione di progetti relativi ai gas effetto serra;
  • semplificare il controllo dellevoluzione delle prestazioni e dei miglioramenti nella riduzione delle emissioni e/o l’aumento della rimozione delle stesse;
  • favorire la commercializzazione delle emissioni di gas serra.

 

ISO 14040 – Life Cycle Assessmen

Lo standard internazionale ISO 14040 stabilisce il LCA – Life Cycle Assessment.

Questa certificazione di sostenibilità comporta una valutazione degli impatti ambientali potenziali che possono scaturire dalle diverse fasi di creazione, utilizzo e smaltimento finale di nuovi prodotti o servizi.

Si tratta di una strategia di miglioramento delle prestazioni ambientali dei prodotti pensata per rendere il mercato più sostenibile e per garantire lo sviluppo e il miglioramento di prodotti e servizi, identificando le fasi del ciclo di vita più problematiche e da affrontare per prime.

Questa certificazione di sostenibilità presenta una serie di vantaggi. Tra questi, il fatto di fungere da supporto indispensabile allo sviluppo di schemi di Etichettatura Ambientale, a piani di miglioramento strategico delle performance aziendali e all’attuazione di una Politica Integrata dei Prodotti.

Inoltre, può risultare particolarmente utile al marketing dell’azienda, per esempio per quanto concerne i sistemi di etichettatura ecologica.

 

“LO SVILUPPO SOSTENIBILE È IN GRADO DI ASSICURARE IL SODDISFACIMENTO DEI BISOGNI DELLA GENERAZIONE PRESENTE SENZA COMPROMETTERE LA POSSIBILITÀ DELLE GENERAZIONI FUTURE DI REALIZZARE I PROPRI”.  

“OUR COMMON FUTURE”, NAZIONI UNITE, 1987

 

Renerwave accompagna le aziende nel processo di certificazione.

Pur non occupandosi direttamente di certificare le aziende, le affianca nella verifica del rispetto degli standard richiesti da ogni singola certificazione di sostenibilità e nell’ideazione di un percorso di implementazione delle migliorie necessarie per l’ottenimento.

 

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